Gio 21 Feb 2013


Fotovoltaico: dazi alla Cina faranno bene all’economia UE
Commenta 20 febbraio 2013 15:31 Peppe Croce
Guerra di lobby a Bruxelles sui dazi al fotovoltaico cinese. Dopo la presentazione dello studio sul possibile impatto negativo dei dazi sull’economia UE, presentato ieri da AFASE, è arrivata a stretto giro la risposta di Eu Prosun. Milan Nitzschke, presidente dell’organizzazione da mesi impegnata a convincere l’Unione a chiudere le porte ai pannelli solari orientali descrive lo studio AFASE come "abbastanza cinico":

╚ abbastanza cinico usare l’argomentazione della perdita dei posti di lavoro nel giorno in cui due grandi aziende europee del fotovoltaico hanno dichiarato fallimento. Il dumping cinese danneggia l’intera industria solare, e ha già causato la perdita del lavoro a migliaia di cittadini europei, molte chiusure di stabilimenti e più di 30 grandi bancarotte.

Poi Nitzschke prende in considerazione il caso statunitense, dove i dazi sono attivi già da qualche mese e raggiungono il 250‰ del prezzo dei moduli fotovoltaici, e lo porta a smentita di quanto prefigurato da AFASE:

Il caso degli Stati Uniti smentisce le dichiarazioni di AFASE e Prognos. Nessuno degli effetti negativi previsti dalla Cina ha avuto luogo. A metà 2012 il Governo americano ha introdotto tariffe antidumping sul fotovoltaico cinese che vanno dal 30 al 250‰. Nonostante una prognosi molto pessimistica simile allo studio di Prognos, il numero delle installazioni di fotovoltaico è cresciuto notevolmente e i prezzi al consumatore sono rimasti stabili o sono persino diminuiti anche se le importazioni dalla Cina sono drasticamente calate. è una situazione win-win.

Il mercato americano del solare post dazi, quindi, non sarebbe affatto sceso ma, al contrario, cresciuto con benefici economici per tutta l’economia degli Stati Uniti. Esattamente l’opposto di quanto prefigura lo studio relativo all’UE realizzatoda Prognos per conto di AFASE.

Lo stesso metodo utilizzato dalla società d’analisi per calcolare le perdite di lavoro è definito da Nitzschke "ridicolo" anche perché fa riferimento alle possibili esportazioni di fotovoltaico dall’Europa alla Cina (che durerebbero, ovviamente, fintanto che non nasca una guerra commerciale tra i due paesi). Ma, spiega il presidente di Eu Prosun, il piano quinquennale cinese mira in ogni caso a creare un mercato fotovoltaico interno chiuso.



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